INTRODUZIONE
Massa, stretta fra mare e monti, estende i confini del suo comune in una
zona prevalentemente montuosa.
Il territorio di Massa era abitato fin dall'epoca del bronzo. Numerose
vicende hanno segnato gli sviluppi del proprio assetto sino al 1938 quando
il comune, insieme a quello di Carrara e di Montignoso, prese
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APT Massa Carrara
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il nome di Apuania. Nel passato Massa era importante stazione di sosta
per i pellegrini che dalla Francia si dirigevano verso Roma, percorrendo
la cosiddetta Via Francigena.
La città, che venne citata per la prima volta in un documento del 882
d.C., dopo una serie di dispute fra i vescovi di Luni, quelli di Lucca
e vari signori laici, divenne nell'XI secolo dominio degli Obertenghi.
Dal 1248 il governo della città passò ai Lucchesi, da sempre interessati
all'area massese, così come i Pisani che nel 1260 riuscirono a stabilirvisi.
Successivamente governarono diversi personaggi quali Uguccione della Faggiola,
Castruccio Castracani, il genovese Gherardino Spinola, lo scaligero Mastino
della Scala, Luchino Visconti e, dopo alternanze sotto il protettorato
fiorentino e lucchese, nel 1442 il popolo massese riconobbe come propri
signori i marchesi Malaspina di Fosdinovo. Con la dinastia Malaspina la
città visse uno sviluppo tale da consentirle di mantenere una indipendenza
riconosciuta da quelli che nel XVI secolo erano i principali stati italiani.
Estintasi questa dinastia fu Alberico Cybo Malaspina a governare su Massa,
in una carriera politica durata ben settant'anni. Grazie alle crescenti
e redditizie attività legate all'estrazione del marmo, Alberico portò
benessere all'economia

della
città e alla vita dei suoi sudditi. I successori di Alberico non seppero
mantenere il governo nella prosperità, e il matrimonio di Maria Teresa
Cybo con Ercole III d'Este, duca di Modena, contrassegnò definitivamente
la fine dell'indipendenza del dominio. Ancora una volta Massa subì l'ingerenza
di diversi governi, primo fra tutti quello francese, che nel 1806 aggregò
la città al principato di Lucca. l decreti formulati dopo il Congresso
di Vienna riconsegnarono Massa agli Estensi di Modena fino al 1859. Con
l'Unità d'Italia la città mutò la propria vocazione economica, rimanendo
centro agricolo e sviluppando il settore industriale. La prima guerra
mondiale ostacolò la crescita economica così come le disposizioni impartite
dal governo fascista di seguire una tendenza protezionista, precludendo
agli operatori del marmo il commercio con referenti stranieri.
Oggi Massa
è cittadina la cui economia è incentratata principalmente sull'attività
di estrazione, trattamento e commercializzazione di marmi, graniti e travertini.
Il lungo
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APT Massa Carrara
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litorale, che prosegue abbracciando tutta la Versilia, ogni anno ospita
centinaia di turisti che arrivano da ogni parte d'Italia e da svariati
paesi stranieri per trascorrere le loro vacanze. Le numerose strutture
ricettive, attrezzate per ogni esigenza, hanno permesso di sviluppare
la vocazione turistica del territorio massese. In pochi minuti, solamente
dopo pochi chilometri, si passa dai freschi boschi delle Alpi Apuane alle
calde e sabbiose spiagge di Marina di Massa, costeggiate da stabilimenti
balneari, campeggi, alberghi, residence e naturalmente ristoranti, pizzerie
e locali di ristoro e di ritrovo. Nelle montagne che proteggono la città,
a valle delle alpi, si trovano alcuni paesi divenuti celebri per le caratteristiche
delle proprie acque oligominerali che, scendendo dalle alte montagne,
vengono imbottigliate in stabilimenti tra i più moderni ed attrezzati
d'Europa. Nel piccolo centro di San Carlo è anche possibile seguire cicli
di cure termali in centri specializzati.
Forte di queste risorse naturali
la città di Massa è nota anche in quanto condivide con la provincia di
Lucca i 21.000 ettari del Parco Naturale regionale delle Alpi Apuane.
Il territorio massese si presenta così al turista, miscellanea di paesaggi
differenti, terra ricca di acque, di patrimoni artistici e, come ogni
località della Toscana, ennesima tappa di percorsi enogastronomici, capace
di offrire specialità marinare a base di pesce e molluschi accanto a saporitissimi
piatti della tradizionale cucina campagnola, sostanziose portate a base
di carni e cacciagione.